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Cambio data spettacolo con Sergio Castellitto | Zorro

lunedì 5 dicembre 2022

La nuova data: spettacolo in programma Venerdì 24 Marzo 2022.

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sabato 12 novembre 2022

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Teatri in rete

mercoledì 9 novembre 2022

Il Teatro San Giuseppe tra i palcoscenici del nuovo progetto TEATRI IN RETE.

Il critico al Bresson

giovedì 13 ottobre 2022

Andrea Chimento, presente in sala, accompagnerà la visione del film.

Bresson e DiSabato: le schede dei film

mercoledì 7 settembre 2022

Puoi consultare e scaricare le nostre schede di approfondimento dei film in formato PDF.

Votazioni d'Essai Stagione 2021/2022

martedì 2 agosto 2022

Il film vincitore è Quo vadis, Aida? della regista Jasmila Zbanic.

Cambiano le regole di ingresso nei cinema e teatri

giovedì 16 giugno 2022

Dal 16 Giugno non è più obbligatoria la mascherina FFP2.

Sono arrivate!

lunedì 7 marzo 2022

Sono le nuove Tessere Amico del Bresson valide fino a Giugno 2023.

Good Hellas - Visioni Elleniche

venerdì 12 marzo 2021

Elda Olivieri propone Zalongo una storia da conoscere.

Fronte del palco

martedì 23 febbraio 2021

Ogni settimana su Radio Marconi la voce dei lavoratori dello spettacolo.

Wet Floor on the rooftop

domenica 14 giugno 2020

Un concerto sul tetto: in diretta streaming una voce giovane, fresca, e piena di talento: quella dei Wet Floor.

Ti racconto un libro

venerdì 8 maggio 2020

In collaborazione con il cinemateatroNuovo Magenta e associazione A.R.I.E.L.

Pillole di cinema - 10 film per un regista

mercoledì 25 marzo 2020

Appuntamento con Andrea Chimento. Scopriamo i registi che hanno fatto la storia del Cinema.

Incontri con Registi e Protagonisti

mercoledì 6 novembre 2019

Al Bresson ospiti d'eccezione Andrea Valagussa e Aaron T. Maccarthy.

Biglietto d'Oro al San Giuseppe

mercoledì 22 novembre 2017

Per la Stagione cinematografica 2016/17 categoria monosala nel comune fino a 50mila abitanti.

martedì 12 maggio 2020

Non di solo pane vive l’uomo

Pubblichiamo l’editoriale di Don Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore della Rivista del Cinematografo, pubblicato nel numero di maggio della RdC.

 

In molte case scarseggia il pane, falliscono filiere produttive, sta scomparendo una generazione. Editoria libraria, musei, teatri, spettacoli dal vivo, musica, festival, cinema (produzione, promozione culturale, esercizio) sono azzerati da mesi e lo saranno chissà ancora per quanti. Può apparire sgraziato invocare interventi pubblici per la cultura, per il cinema, per ciò che non è pane “con tutti i problemi che ci sono”. Anche con la cultura si mangia: solo in Italia da questo settore dipendono 800.000 persone.

 

“Non di solo pane vivrà l’uomo” risponde Gesù al demonio tentatore che vuole indurlo ad usare la sua potenza divina per trasformare i sassi in cibo, per limita re ad azioni materiali la sua reale missione di annunciatore di parole di vita, speranza, senso, bellezza. C’è un altro alimento che sostiene l’uomo, senza il quale la sua stessa natura viene compromessa: la cultura, appunto.

Era la convinzione di De André: “Un uomo senza sogno, senza ideali, senza passione, senza slanci, sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura”. Sostenere il settore salva posti di lavoro e soprattutto – se fatto con un progetto, condiviso – attiva un virtuoso effetto moltiplicatore. Rivitalizzerà i milioni di italiani a cui mancano i luoghi e le esperienze della cultura ora – come tutti – così abbattuti, spaventati, umiliati.

 

Il virus non ha bombardato palazzi ma la fiducia nel futuro, nelle relazioni, nel senso dell’esistere. È un piano da varare con chi progetta e realizza cultura, non a favore. Esistono già: sono realtà attive, dinamiche, spesso piccole, con potenzialità straordinarie. Sono da ascoltare: se sostenute e indirizzate scateneranno un potenziale che nessun piano Marshall culturale centralizzato potrà mai ottenere. Realtà che non operano per un proprio pubblico ma per la stessa comunità in cui tutti stiamo.

 

Chi lavora nella cultura agisce per attivare esperienze di senso e felicità: una delle missioni più nobili. Fondazione Ente dello Spettacolo è una di queste realtà, questa Rivista ne è la voce: siamo come tutti feriti ma non a morte, invochiamo interventi politici di orizzonte, di sistema oltre che economici. Alle competenti Istituzioni dello Stato, al Mibact offriamo la disponibilità per progettare, confrontarci, collaborare: noi ci siamo per ritessere le trame della società, nutrire l’umanità di ciascuno, ridare forza al popolo, infondere il coraggio per tornare ad abitare anche le nostre piazze.